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Uno spettacolo per la pace, un viaggio ai confini della guerra

Adesso siamo sulla via del ritorno a casa, stanchi ma felici.
Abbiamo dormito poco ma siamo pieni dì soddisfazione.

Abbiamo visto i volti degli Ucraini che aspettavano il nostro arrivo, abbiamo visto nei loro occhi la felicità nel ricevere quello che Voi ci avete affidato perché andasse nelle loro mani. Il trasbordo effettuato in modo molto celere e poi subito sono andati via verso la loro nazione in guerra. Grazie a tutti coloro che hanno donato. Lo avete fatto con il cuore e noi ci siamo sentiti responsabili del nostro carico. Ringrazierò con calma tutti coloro che hanno permesso che tutto ciò avvenisse, lo farò con calma in modo da non dimenticare nessuno, ma permettetemi di fare un eccezione e ringraziare subito don Adam Krzysztof Baranski che ci ha seguito come un angelo dalla nostra terra alla sua terra la Polonia, permettendoci dì avere un contatto ai confini con l’Ucraina. Poi abbiamo indossato i trampoli e siamo andati in una scuola polacca dove ci sono dei bimbi ucraini scappati dalla guerra. La scuola era a pochi chilometri dal confine.

Abbiamo donato le ultime caramelle ai bimbi e loro ci hanno ripagato col il loro sorriso.

Forse non sarà stato il più bello spettacolo messo in scena ma forse è stato tra i più emozionanti per noi.

La piazza e il teatro

Eccola qui la piazza, il luogo dove si terrà lo spettacolo. Questo luogo sarà il nostro spazio scenico, gli edifici diventeranno quinte, i vicoli camerini, le pietre a terra o, talvolta, l’asfalto saranno per noi le assi del palcoscenico.

Oggetto del primo sguardo è la scelta per  lo sfondo della messa in scena: a volte un muro di antichi mattoni, a volte solo un cielo stellato, a volte il mare o un monte.

Scegliamo subito da dove saremo ammirati, da dove partirà  il punto di vista del nostro pubblico.

Certamente il nostro camerino non sarà così perfetto e così nascosto, a volte una parte di pubblico preferirà vedere la frenesia dei cambi, la frenesìa dei passaggi degli oggetti di scena, il volto dell’attore prima di mettersi la maschera anche quando la maschera non la usa, ma entra nel personaggio.

Si vede l’attore senza il personaggio, entra come malefico e dopo un istante diviene angelico, sarcastico o divertente.

Le luci ci illuminano ogni volta in modo diverso, talvolta la luna non ci permette di avere il buio completo, a volte un’insegna di un locale si inserisce impertinente e inopportuna nella magia che stiamo cercando di creare.

ImmagineIl luogo si trasforma, l’irreale diventa reale, i fuochi prendono il sopravvento, le facciate delle chiese si colorano delle nostre ombre, le luci illuminano le cavità.

Le ombre sul viso e le ombre sulle pietre contribuiscono a rendere lo spettacolo unico e non ripetibile, l’anima della piazza entra nello spettacolo da protagonista.

I tappi dei trampoli vagano sul terreno e si avvicinano al pubblico, i fumi e le scintille il sudore degli attori creano l’atmosfera che pervade il pubblico chi non è più solo spettatore ma parte integrante della scena.