Archivi Blog

La piazza e il teatro

Eccola qui la piazza, il luogo dove si terrà lo spettacolo. Questo luogo sarà il nostro spazio scenico, gli edifici diventeranno quinte, i vicoli camerini, le pietre a terra o, talvolta, l’asfalto saranno per noi le assi del palcoscenico.

Oggetto del primo sguardo è la scelta per  lo sfondo della messa in scena: a volte un muro di antichi mattoni, a volte solo un cielo stellato, a volte il mare o un monte.

Scegliamo subito da dove saremo ammirati, da dove partirà  il punto di vista del nostro pubblico.

Certamente il nostro camerino non sarà così perfetto e così nascosto, a volte una parte di pubblico preferirà vedere la frenesia dei cambi, la frenesìa dei passaggi degli oggetti di scena, il volto dell’attore prima di mettersi la maschera anche quando la maschera non la usa, ma entra nel personaggio.

Si vede l’attore senza il personaggio, entra come malefico e dopo un istante diviene angelico, sarcastico o divertente.

Le luci ci illuminano ogni volta in modo diverso, talvolta la luna non ci permette di avere il buio completo, a volte un’insegna di un locale si inserisce impertinente e inopportuna nella magia che stiamo cercando di creare.

ImmagineIl luogo si trasforma, l’irreale diventa reale, i fuochi prendono il sopravvento, le facciate delle chiese si colorano delle nostre ombre, le luci illuminano le cavità.

Le ombre sul viso e le ombre sulle pietre contribuiscono a rendere lo spettacolo unico e non ripetibile, l’anima della piazza entra nello spettacolo da protagonista.

I tappi dei trampoli vagano sul terreno e si avvicinano al pubblico, i fumi e le scintille il sudore degli attori creano l’atmosfera che pervade il pubblico chi non è più solo spettatore ma parte integrante della scena.

Annunci

Il Solco che Separa

Un solco, quello che Romolo tracció per delineare i confini di Roma, una linea arbitraria che divide due stati, ma di due stati particolari stiamo parlando: la creatività e la pazzia .
L’immaginazione e la fantasia nascono dalla mente ed essere é l’unico stato che rende possibile la creazione, la dicotomia atavica che divide l’essere dall’apparire, nella fase della creazione e della messa in scena, é un’inutile e dannosa classificazione, in quanto apparire senza essere é un vano sforzo, che può portare solo ad una triste farsa.
Entrare nella scena appropriarsi del personaggio , pensare con la stessa mente é la strada giusta per rappresentare ed interpretare, ma rimanere con la consapevolezza della rappresentazione e quindi della finzione é l’unico mezzo che ci divide dalla pazzia.
Rappresentare un guerriero per quanto credibile non può esulare dall’evitare di infilzare o percuotere con una spada di fuoco l’attore di turno, si prova odio nei confronti dell’antagonista, ma si deve distinguere che non siamo noi attori che ci odiamo, ma solo i personaggi che rappresentiamo, e più il limite si assottiglia più la rappresentazione é ricca di pathos.
In fase di stesura del canovaccio lascio libera la mente, la lascio talmente libera da vincoli reali e fisici, solo in un secondo momento nella messa in scena reale si protende alla realizzazione di ciò che si è pensato.
La censura del pensiero é il peggior nemico dell’arte, la gravità la forza universale che tutto il cosmo comanda nulla può contro l’immaginazione, forse la fantasia é una mera invenzione, forse non esiste, certo taluni non hanno nemmeno la razio, e sono vincolati da limiti ottundenti che gli stringono la mente in recinto ovini, ma quella che viene normalmente chiamata fantasia e lo stato immaginifico profondo il vero pensiero slegato dall’esperienza e dalla nozione.
Per tutti gli altri esiste il plagio, Qualcuno che vorrebbe nobilitarlo ne parla come di citazione o ispirazione o di riferimento.
La vera citazione c’è è a volte é necessario che ci sia ma quando si crea si scardinano tutti gli assiomi per costruire una struttura instabile aerea voluttuosa a questo punto si scende a terra e la nostra ragione cerca di seguire le linee del sogno e della fantasia che di abbracciano e diventano spettacolo.

20130811-135739.jpg