La torcia del mangiafuoco

Basterebbe trovate un piccolo paletto, qualcuno usa dei manici di scopa, oppure basterebbe trovare un tubo di alluminio o di acciaio, sarebbe sufficiente legare alla sua estremità superiore del materiale tipo il Kevlar e il gioco é fatto: avete la vostra torcia in mano.
Ma, camminando lungo una strada incontrando per caso un ramo di quercia spezzato, si spezzato infatti non taglierei mai un ramo da questo monumento della natura, non andrei intaccare questa pianta secolare, piena di possanza e di eleganza. Immobile monumento delle colline marchigiane, lì da sempre dai tempi passati e rimarrà lì anche dopo di me.
Raccolgo il ramo spezzato dal fulmine che ha colpito l’albero.
Si, proprio questo pezzo di legna avrà nuova vita, non sarà legna da ardere, non diventerà cenere in qualche camino, non servirà per cuocere una grigliata mista, ma verrà applaudito nelle più belle piazze.
Il ramo duro e coriaceo caduto a terra aspetta di essere modellato per divenire la torcia del mangiafuoco.
Adesso che ci siamo incontrati per caso, o forse per volontà del fuoco che ci ispira, io mangiafuoco, il ramo dal fulmine che lo ha colpito e separato dalla quercia, lo raccolgo e lo porto con me.
Non sarebbe giusto a questo punto andare da un falegname per farlo lavorare con frese e altre macchine moderne, esso si dovrà esibire in feste medievali e così dovrà essere trattato, allora lo porto con me tra attrezzi polverosi.
Guardo questo pezzo di legno grande e pesante e con una grossa ascia inizio a liberarlo dai pezzi esterni inutili.

le fasi di costruzione della torcia

le fasi di costruzione della torcia

Piano piano con l’ascia libero la torcia imprigionata nel ramo, passando alla roncola.
Le mani iniziano a farsi sentire, il legno é duro e si oppone alla forza che imprimo sulla lama, il sudore inizia a coprire la mia fronte.
Una torcia che si rispetti ti scalda molto prima di essere accesa.
La roncola in mano continua a colpire seguendo la naturale inclinazione del legno, la fibra.
Adesso che l’hai lisciata, che l’hai scolpita la stringi in mano sulla tua impugnatura, sapendo che nessuno ha una torcia così, che essa é unica.
Può essere mostrata fieramente in alto nelle manifestazioni storiche, essa che é stata costruita con attrezzi medievali che staccata dal fulmine, adesso accenderà la fiamma dalla mia bocca.
Armando D’Angeli

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Pubblicato il giugno 9, 2013 su teatro, teatro di piazza, teatro di strada. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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